in Attualità politica

“Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”

Puntuale come la morte, non si è ancora aperta la XVIII legislatura, che già s’è annunciato il tema forte dei prossimi anni: il vincolo di mandato.

Non sto a spiegare perché si tratta di un obbrobrio. Se non siete in grado di capire da soli che un Paese è libero finché ha un Parlamento libero, e il Parlamento è libero finché ogni singolo parlamentare è libero, potete interrompere qui la lettura e passare ad altri argomenti a voi più consoni.

Per gli altri, posso solo esprimere qui la mia fiducia sull’esito della vicenda.

Non era assolutamente scontato che la riforma Berlusconi – Bossi fosse bocciata. Invece il 25 e 26 giugno 2006 è finita 3 a 2.

Non era assolutamente scontato che la riforma Renzi – Boschi fosse bocciata. Invece è di nuovo finita 3 a 2.

Oggi si fanno avanti i “Nuovi” (ogni legislatura c’è almeno un “nuovo” che ci fracassa i marroni: un “nuovo” destinato a diventare prestissimo “vecchio”). Quelli né di destra né di sinistra. Né fascisti né antifascisti. Quelli che Rousseau è un blog, e il meet-up è… Cos’è un meet-up? Be’, non sono certo loro a farci paura.

La vera novità, purtroppo, è che finora non si sono levate molte voci contrarie da parte di quelli che dovrebbero difendere i principi della democrazia. I “moderati” e i “democratici” e i “riformisti” sembrano avere una voce decisamente fievole. Questo, non solo perché in gran parte condividono la stessa incultura dei né estremisti né centristi; ma anche perché gran parte del danno l’hanno già fatto loro.

Domenica 4 marzo per la quarta volta consecutiva andremo a votare con una legge congegnata in modo da impedire ai cittadini di scegliersi i loro rappresentanti. Nel 2006, 2008 e 2013 abbiamo già votato un Parlamento che di fatto era un “bivacco di manipoli”, un Parlamento di arruolati, con l’unico requisito della fedeltà al capopartito o al capocorrente. E nel 2018 eleggeremo di nuovo un Parlamento di bloccati, nominati, garantiti. Un Parlamento di quelli che partono già col collegio sicuro, da Bolzano a Lilibeo – perché metti che gli elettori preferiscano un altro?

Insomma, difendere la libertà dei singoli componenti di questo, che è già come formazione un Parlamento di ascari, diventa pesante. Il rischio è che molti comincino a pensare, che a questo punto tanto vale che si mettano in divisa.

Be’, però merita lo stesso provarci, non trovate?

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