4 dicembre 2016 – 4 dicembre 2018

Se due anni fa avessimo visto una copertina come questa, oggi le cose sarebbero diverse.
Come, difficile dirsi. Ma diverse.
Invece, per motivi che ancora non mi sono del tutto chiari, il PD aveva scelto di ripetere la battaglia di dieci anni prima.
Però dalla parte di quelli che perdono.

Un commento su “4 dicembre 2016 – 4 dicembre 2018”

  1. Vedi Maurizio, tu sei convinto che le cose siano andate come sono andate perché la Costituzione, nel 2016, ha davvero vinto, ma non abbiamo avuto il coraggio di scriverlo.
    Invece sono andate come sono andate perché, nel 2016, la Costituzione ha perso.

    Ti faccio solo notare che, meno di un mese dopo questo tuo post, il Parlamento ha approvato una legge di bilancio che non aveva neanche potuto leggere. Il Governo ha presentato un maxiemendamento che per la prima volta non recepiva neanche un accordo tra forze politiche raggiunto in commissione, e lo ha fatto votare al Senato nel giro di 24 ore, e di seguito ha posto la fiducia anche alla Camera.

    La Corte Costituzionale, pur con qualche mugugno finale, ha confermato la perfetta legittimità di questo procedimento.

    La riforma costituzionale respinta nel 2016 avrebbe impedito un tale sopruso nei confronti del Parlamento. Lo avrebbe fatto garantendo al Senato 15 giorni di tempo per esaminare la legge di bilancio (senza possibilità per il Governo di porre la fiducia), e imponendo che in seconda lettura la Camera si esprimesse soltanto sulle proposte di modifica del Senato (senza possibilità, per il Governo o per la Camera, di formulare nuovi emendamenti, e quindi rendendo impossibile la presentazione di un maxiemendamento destinato ad accorpare l’approvazione del bilancio in un voto unico del tipo “prendere o lasciare”).

    Questo per ricordare che la principale differenza qualitativa tra le due Costituzioni non era che quella del 1947 era scritta nella lingua di De Gasperi e quella del 2016 nella lingua di Verdini, ma che quella del 2016 avrebbe potuto razionalizzare un discorso politico che è molto degenerato negli anni, e di fronte al quale la Costituzione del 1947 è del tutto inerme.

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