in Attualità politica

A proposito di un governo “non eletto dai cittadini”

Siamo d’accordo. In una democrazia parlamentare i cittadini eleggono il Parlamento, non il Governo. È così nella Costituzione appena confermata a larga maggioranza, e sarebbe stato così anche con la Riforma appena bocciata.

Però adesso basta. Esistono le forme della democrazia, ma esiste anche la sostanza. È sbagliato contrapporre la sostanza alle forme istituzionali, poiché si rischia una deriva populista ed eversiva. Ma è altrettanto sbagliato contrapporre ostinatamente la forma alla sostanza. Alla fine, il rischio è lo stesso.

La sostanza è il consenso, ingrediente indispensabile di ogni forma di Stato, sia democratico, sia autoritario. Senza consenso, lo Stato non regge. Senza consenso, le forme della democrazia non reggono.

E non bisogna essere sondaggisti per rendersi conto che oggi esiste un enorme problema di consenso. E quando le forme sono troppo distanti dalla sostanza, quando le parole sono troppo diverse dai fatti, sono le forme e le parole che devono adeguarsi alla sostanza e ai fatti, non il contrario.

Questo governo non è “eletto” come non lo è stato nessun governo della Repubblica. Siamo d’accordo. Ma non basta continuare a ripetere beffardamente questa frase per cancellare la sostanza: a partire dal fatto che neanche la maggioranza del 54% alla Camera è mai stata votata dai cittadini: alle ultime elezioni politiche, il partito di maggioranza relativa è stato votato dal 29,5%; poi è intervenuto il barbatrucco del Porcellum che ha moltiplicato i voti e i seggi fino al 54%. E sappiamo tutti benissimo che la Corte Costituzionale ha detto che ecc., quindi quel miracolo incostituzionale non ha delegittimato il parlamento in carica; la forma è salva, ma rimane il fatto che considerare quel 54% come se fosse espressione di un 54% di consenso reale, significa coprirsi gli occhi con mezzo chilo di nduja per non vedere la realtà.

Abbiamo assistito ad un altro miracolo: un Presidente del Consiglio che alle 15 riceve un voto di fiducia da parte del Parlamento, e alle 19 va al Quirinale a dimettersi. Lo poteva fare? Certo che lo poteva fare: essere Presidente del Consiglio non è una condanna a vita. Però accidenti. Ci vuole come minimo una bella faccia di bronzo. E credete che la gente non se ne sia accorta?

Adesso stato nominato un nuovo Presidente del Consiglio, che andrà a ricevere la fiducia da quel famoso 54%. È corretto? Certo che è corretto. Però minchia, e scusate l’eufemismo.

In questo nuovo governo occupa un posto di altissimo rilievo quell’ex Ministro delle Riforme che non solo porta la principale responsabilità di una Riforma bocciata dai cittadini, ma anche la principale responsabilità della successiva situazione assurda, per cui oggi tutti (compreso quel 29,5… scusate: 54%) invocano nuove elezioni come unica via d’uscita da questa gravissima crisi, ma non abbiamo una legge elettorale. È corretto? Certo, il Presidente del Consiglio nominato porta al Presidente della Repubblica la lista dei nuovi ministri ecc. (Art. 92) Ma pensate che la gente non se ne sia accorta?

E a proposito del Presidente della Repubblica, nessuno mette in discussione l’altissima responsabilità di quella carica, che viene esercitata in totale autonomia, poiché “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni” (art. 90). Però uno non può fare a meno di rilevare che questo scempio, formalmente corretto, della sostanza (ed alla fine anche un pochino delle forme), della democrazia, si è compiuto sotto l’occhio a volte distratto, spesso addirittura benevolo di due eminenti, indiscussi e inattaccabili Presidenti della Repubblica. Che questa situazione, che ha creato una gravissima lacerazione nel paese, ha avuto la benedizione di colui che “rappresenta l’unità nazionale” (art. 87).

Insomma, potete continuare a trattare il 59% degli italiani come degli imbecilli che non sanno che “nessun governo è eletto”.

Però poi non stupitevi se vi diciamo che con questa arrogante sicumera non fate altro che soffiare sul vento dell’antipolitica, non fate altro che confermare il pregiudizio qualunquista che vede nelle istituzioni solo un “imbroglio” ai danni della “povera gente” (Promessi Sposi XIV).parlamentovuoto

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