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TAV

Dispiace che si sia dovuto arrivare a questo punto, ma il progetto è una priorità nazionale, e direi anche piemontese – lo dimostra il fatto che tutte le istituzioni piemontesi sono da sempre d’accordo – e in un modo o nell’altro si deve applicare la scelta della maggioranza anche se una piccola minoranza non è d’accordo.

Quando parlo di priorità piemontese, intendo anche dire che è in atto da anni un progetto di concentrare tutte le attività economiche strategiche in non più di due regioni, facendo di tutto il resto del Nord una periferia di Milano, e di tutto il resto d’Italia una terra di nessuno da colonizzare brutalmente. Se si è tardato tanto a risolvere una situazione (e non è ancora detto che sia risolta), molte cose mi dicono che ciò è dipeso anche da un sostanziale disinteresse dei gruppi di potere più marcatamente lumbard verso un’opera troppo lontana dal loro ristretto angolo visuale.

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  1. Che l’opera sia una colossale perdita di tempo e soldi lo dicono da anni i valsusini, allegando ad ogni critica adeguata documentazione. Ultimamente anche Ferroviedellostato sta cambiando idea, proponendo, guarda un po’, di utilizzare la rete esistente.
    E poi c’è il problema del metodo: perché da noi non viene mai coinvolta la popolazione nelle scelte ma vengono sempre calate dall’altro in nome di astratti valori superiori?

    Alle elezioni comunali, a Torino, ho votato Fassino, ma pensando a questo particolare argomento non sono per nulla d’accordo con lui. E sono cascato, ahimè, nel solito vizio che ho sempre detestato di votare non per qualcuno ma sempre contro qualcun altro.

    Prometto, a me stesso, che è l’ultima volta.