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Considerazioni aritmetiche sull’esame di Stato

Il voto d’esame deriva dalla somma di tre fattori:

il credito (in venticinquesimi)
le prove scritte (in quarantacinquesimi)
il colloquio (in trentesimi)

Il sistema è combinato in modo che la somma dei minimi valori sufficienti

credito 10
prove scritte 30
colloquio 20

dia 60/100; e che la somma dei valori massimi

credito 25
prove scritte 45
colloquio 30

dia 100/100.

Detta così, si può pensare che ci sia una corrispondenza perfetta con la valutazione in decimi: 6/10 = 60/100.

In realtà la formazione del valore finale è un po’ più complessa.

Mentre la valutazione in decimi (usando i numeri interi) comprende cinque valori per l’insufficienza (1-5) e cinque valori per la sufficienza (6-10), è noto che la formazione del voto d’esame è fatta in modo completamente diverso.


Il credito

Il credito non è la diretta trasformazione della media in decimi in un valore in venticinquesimi, ma l’applicazione di alcune tabelle di corrispondenza. La scelta del valore da usare per il calcolo del credito è affidata all’ampia discrezione dei CdC.

Per semplicità facciamo l’ipotesi di una media finale che si ripete per tre anni.

Media del 6 pulito:
può essere 3 + 3 + 4 = 10/25 (quindi 6/10 = 40% del credito massimo)
oppure 4 + 4 + 5 = 13/25 (quindi 6/10 = 52%)

Media del 6,5:
4 + 4 + 5 = 13/25 (quindi: 6,5/10 = 52%)
oppure 5 + 5 + 6 = 16/25 (quindi: 6,5/10 = 64%)

Media del 7,5:
16/25 (64%) oppure 19/25 (76%)

Media dell’8,5:
19/25 (76%) oppure 25/25 (100%)

Quindi nel calcolo del credito le differenze di media sono fortemente amplificate, lasciando al Consiglio di Classe un ampio margine di discrezionalità.

Aggiungiamo due piccole considerazioni.

1. Maria Stella Gelmini ha deciso di inserire il voto di condotta nel calcolo della media. Non so quanti ragazzi si trovino alla fine dell’anno con 6 in tutte le materie, e 6 in condotta. Credo molto pochi. Nel mondo reale, non nel mondo delle Marie Stelle, questo significa che la media del 6 pulito è evento quasi impossibile. Quindi, di fatto, il valore minimo di credito è 13. Il calcoletto che avevo messo all’inizio, tre valori sufficienti che danno come somma 60/100, ormai è una pura ipotesi accademica. Una media “sufficiente” nel corso di tre anni, più prove d’esame “sufficienti”, danno per risultato almeno 63.

2. Maria Svampitella Gelmini ha altresì deciso che dall’anno prossimo per essere ammessi all’esame si dovrà avere 6 in tutte le materie. Poiché nel mondo reale, non nel fantastico mondo delle Marie Stelline, non esiste un Consiglio di Classe che escluda dall’esame un ragazzo con un paio di insufficienze, anche gravi, questo significa che un bel po’ di spazzatura verrà nascosta sotto il tappeto, e le medie dell’ultimo anno verranno abbondantemente rivalutate.


Prove d’Esame

Fin dal primo anno del Nuovo Esame di Stato le Commissioni hanno dovuto digerire queste strane scale di valutazione asimmetriche. Le prove scritte sono valutate in quindicesimi, con 9 valori insufficienti e 6 valori sufficienti (io do per scontato che la valutazione minima sia 1, non 0; ma cambia poco alla sostanza delle cose). Il colloquio era valutato in 35esimi (21 valori insufficienti contro 14 sufficienti), ora in 30esimi (19 contro 11).

Prendiamo il sistema attuale, fiorongelminiano. È vero che ci sono fino a 25 punti di credito, 45 di scritto, 30 di orale; ma questo non significa che nella valutazione complessiva le tre componenti valgano come il 25%, il 45%, il 30%. Se prendiamo la banda di oscillazione tra la stretta sufficenza e il massimo, abbiamo:

16 valori per il credito (da 10 a 25)
16 valori per le prove scritte (da 30 a 45)
11 valori per il colloquio (da 20 a 30).

Nella vita reale delle Commissioni, in cui non si fanno somme a partire da 1, ma si danno valori in più o in meno della sufficienza, questo significa che il colloquio d’esame, evento iniziatico su cui si appuntano ansie e speranze di studenti, insegnanti, genitori, ha ormai ben poco valore.

2 risposte su “Considerazioni aritmetiche sull’esame di Stato”

complimenti…ma che fare?Vogliamo dirlo a chiare lettere che in questo sistema valutativo di oggettivo non c’he che un bel niente? Direi che “per fortuna” non riusciranno ad imbrigliarci del tutto ma che fatica far emergere le vere teste pensanti dei ragazzi…

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