Il 2018 sarà ricordato come l’anno che ha ricompattato l’Europa.

I britannici volevano andarsene, l’Europa ha detto: Andate, se siete capaci. Ora i britannici hanno scoperto che non ne sono capaci. Il governo May continua a perdere pezzi, e i brexiteer sono divisi fra quelli che un accordo di merda è meglio di nessun accordo, e quelli che nessun accordo è meglio di un accordo di merda.

Da mesi il governo italiano strilla: Fate come diciamo noi, se no affondiamo tutti. Gli altri 18 dell’Eurozona rispondono in coro, calmi calmi: Siete solo voi che state affondando. Noi stiamo benissimo.

Fernando Botero, Ratto d’Europa, 2006

Il PD alla fiera delle primarie

È cominciato il grande talent show.

Boss grandi e piccoli che promettono “unità”, alternati alla folla degli sconosciuti che implorano un “passo indietro”.

Questa storia delle primarie aperte si è rivelata un disastro. Zero discussione, zero vera selezione di un vero gruppo dirigente.

Avremo un nuovo capo social-carismatico, seguito da una cordata di arrampicatori, sostenuto da una claque di tifosi sul web.

Intendiamoci, questo è un sistema che funziona benissimo in un partito di destra. Perché questa è, oggi, la destra.

Ma per un partito che vorrebbe essere di sinistra, è un suicidio.

Io, che non sono più iscritto a nessun partito da oltre quattro anni, forse andrò a votare. Forse. Per chi voterò, non è cosa che vi riguardi.

Andrò a votare per il segretario di un partito che non è il mio, perché questa è la scelta demente dell’ex partito della sinistra riformista sprofondato nella melma del populismo.

La vendita di un segretario come fosse una batteria di pentole.

Poi starò a vedere che succede. Poiché quel partito non è il mio partito, non mi sentirò minimamente vincolato a sostenere il vincitore. Se riuscirà a rimettere insieme un vero partito, un vero soggetto politico collettivo, forse lo appoggerò. Se invece sarà un nuovo replicante in giacca e cravatta, che ripropone le solite chiacchiere di una politica “vicina alla gente”, starò a guardarlo mentre sprofonda. Senza emozioni, senza rimpianti.