Un luogo comune, anzi: due

L come Lingua

“Una lingua è un dialetto con un esercito e una marina” (variante: “una bandiera”).

Per la prima volta, in un recente thread sul gruppo FB → La lingua batte, ho visto attribuire quest’insulso luogo comune a Tullio De Mauro.

Fra i vari possibili autori viene in genere indicato il linguista Max Weinreich, il quale sosteneva di averla sentita pronunciare da uno sconosciuto partecipante ad un convegno sulla lingua jiddisch.

Indipendentemente dalla paternità (e su questo punto possiamo senz’altro lasciare tranquillo il povero De Mauro), la cosa divertente è che proprio lo jiddisch è incontestabilmente una lingua, anche se non ha mai avuto né un esercito, né una marina, né una bandiera.

Un’altra lingua, che nessuno si azzarderebbe a definire “dialetto”, è l’occitano, che è stato citato in quello stesso thread, anche se del tutto impropriamente. Lingua, per un certo tempo, di grandissimo prestigio internazionale; sulla produzione poetica in lingua occitana si sono modellate alcune delle più importanti letterature dell’Europa medievale: tra cui quella italiana. Anche qui, nessuna notizia di un esercito occitano, di una marina occitana.

Invece sì, il francese (anche quello antico, la lingua d’oïl) ha avuto un esercito, e poi anche una marina e una bandiera. Ed è con questi strumenti che ha ridotto l’occitano a un povero dialetto, che le persone a modo (così si diceva) usano solo in tre circostanze: quando vanno a caccia, a pesca, o al gioco delle bocce.

Detto questo, la smentita più clamorosa alla faccenda dell’esercito e della marina è infine la lingua italiana, che si è affermata non solo nello Stivale, ma in tutta Europa come grande lingua di cultura parecchi secoli prima che esistesse uno Stato italiano con il suo esercito ecc.


Poiché s’è parlato di jiddisch, merita ricordare che anche gli ebrei, quando hanno avuto un esercito, parlavano una lingua, che però al di fuori del loro misero staterello era del tutto sconosciuta. La grande fortuna della lingua ebraica si è avuta dopo la distruzione del Tempio, con la Schiavitù e poi la Diaspora. Per un breve periodo, nell’antichità, gli ebrei hanno avuto di nuovo un loro staterello; ed è stato allora che hanno rischiato di mettersi a parlare greco. Dopo la distruzione definitiva del secondo (ma forse si dovrebbe dire terzo) Tempio, la lingua degli ebrei ha avuto un grandissimo peso nella storia della cultura grazie alla promozione dei loro peggiori nemici, i cristiani. Ed è grazie a cristiani, che più di una volta sono stati tentati di sterminare definitivamente i loro “fratelli maggiori”, che il Libro dei Libri, scritto originariamente in ebraico, è diventato il Libro più letto al mondo.

E già che abbiamo citato la Bibbia, concludiamo dicendo che il Libro dei Libri è la più grande smentita a quell’altra insopportabile scemenza:

“la storia la scrivono i vincitori”

La storia più famosa del mondo è stata scritta dal popolo più sfigato del mondo.