Destra, sinistra, e perché no, una destra “di sinistra” (o una sinistra di destra?)

Division Charlemagne

Volontario francese della 33. SS Panzer Grenadier Division “Charlemagne” sul fronte russo

Il fascismo può essere riassunto storicamente in tre punti.

  1. Si prende la teoria della storia di Marx (o per meglio dire, una sua semplificazione molto riduttiva) e si sostituisce alla “lotta fra le classi” la “lotta fra le nazioni” (i popoli, le razze ecc.).
  2. Si prende la teria economica di Marx (trascuriamo il fatto che parlare di “teoria economica di Marx” è molto impreciso, anche qui si va per grandi semplificazioni) e si sostituisce al termine “capitale” il termine “finanza”. Se per voi è la stessa cosa, vuol semplicemente dire che non avete letto il Capitale. Tranquilli, non è un problema, nessuno può leggere tutto, io non ho mai letto Guerra e Pace, per esempio. Ma credetemi: per Marx non è assolutamente la stessa cosa.
  3. Si prende il linguaggio e la prassi della Rivoluzione Francese, e al posto di “aristocrazia” si mette “sistema parlamentare”. E qui credo che abbiano capito tutti.

Bibliografia essenziale: Zeev Sternhell, Ni droite, ni gauche. Ma c’è anche tanta altra roba da leggere – solo che non si può leggere tutto ecc.

Che questo sia il fascismo dei fascisti d’oggi, Marine Le Pen in testa, non ci piove.

Però occhio: esattamente come novant’anni fa, è anche il fascismo di tanti fascisti “di sinistra” (sic.)

E proprio in questi giorni, spuntano come funghi dopo una bella pioggia.

Il vento nei capelli

Non ho, naturalmente, un’immagine di quelle ragazze e donne picchiate dai mariti o dai genitori perché si vestono troppo “all’occidentale”, e si ribellano alle regole arcaiche di una società che opprime il corpo femminile. Mi devo accontentare di un’immagine di repertorio del movimento “My Stealthy Freedom” delle donne iraniane.

Spero che in Italia, dopo aver incredibilmente farneticato sul velo come “scelta di libertà”, ora si sostenga, con convinzione ma senza deviazioni di tipo razzista, la piccola rivoluzione di queste donne e ragazze che si rivolgono alla legge e alle istituzioni per rivendicare il diritto di sentire il vento nei capelli.