Tu non sei Jorge Luis Borges

Il tema delle false attribuzioni letterarie sembra essere infinito.

Dopo la falsa poesia di Hemingway, un personaggio italiano piuttosto noto da noi e all’estero pare che abbia declamato questa poesiola, in uno spagnolo piuttosto maccheronico, di cui si sa solo una cosa: non è di Borges.

Poema a la amistad

No puedo darte soluciones para todos los problemas de la vida,
ni tengo respuestas para tus dudas o temores,
pero puedo escucharte y compartirlo contigo.
No puedo cambiar tu pasado ni tu futuro.
Pero cuando me necesites estaré junto a ti.
No puedo evitar que tropieces.
Solamente puedo ofrecerte mi mano para que te sujetes y no caigas.
Tus alegrías, tus triunfos y tus éxitos no son míos.
Pero disfruto sinceramente cuando te veo feliz.
No juzgo las decisiones que tomas en la vida.
Me limito a apoyarte, a estimularte y a ayudarte si me lo pides.
No puedo trazarte limites dentro de los cuales debes actuar,
pero si te ofrezco el espacio necesario para crecer.
No puedo evitar tus sufrimientos cuando alguna pena te parta el corazón,
pero puedo llorar contigo y recoger los pedazos para armarlo de nuevo.
No puedo decirte quien eres ni quien deberías ser.
Solamente puedo quererte como eres y ser tu amigo.
En estos días pensé en mis amigos y amigas,
entre ellos, apareciste tu.
No estabas arriba, ni abajo ni en medio.
No encabezabas ni concluías la lista.
No eras el numero uno ni el numero final.
Y tampoco tengo la pretensión de ser el primero,
el segundo o el tercero de tu lista.
Basta que me quieras como amigo.

Del voto secondo coscienza

firma

In questi giorni si fa un gran parlare di quei partiti che lasciano libertà di voto “secondo coscienza”, ed un gran malparlare, perché se in un partito si vota “secondo coscienza” vuol dire che quel partito “si spacca”.

Io sono fatto all’antica, e vorrei che tutti i voti fossero “secondo coscienza” e non secondo gli ordini del Mister. S’intende, vi sono molte materie in cui prevalgono considerazioni pratiche, e la “coscienza” c’entra poco, e quindi è bene che si segua un certo progetto con un po’ di coerenza; ma per le grosse questioni, se il parlamentare non sa votare “secondo coscienza”, meglio che cambi mestiere.

Queste considerazioni non sono più attuali, come non è più attuale la nostra Costituzione. Secondo quel testo, ogni parlamentare “rappresenta la Nazione”, e poiché “tante teste tante idee”, nella Nazione c’è un’infinità di scelte, di posizioni e di sfumature, e poiché il Parlamento rappresenta la Nazione, ogni parlamentare deve poter esprimere “senza vincolo di mandato” la sua personale interpretazione di quell’arcobaleno di posizioni.

Si sta ora passando dalla democrazia rappresentativa ad una democrazia plebiscitaria, in cui sono possibili solo due idee: c’è un Capo, un Mister, e o si è pro, o si è contro. Quindi c’è “uno che vince”, e gli altri perdono (preferibilmente la gara si riduce a due, come nelle finali dei tornei sportivi: “uno che vince, l’altro che perde”, e nei casi dubbi si passa al secondo turno dei rigori). Poi ognuno dei Mister ha un suo pacchetto di voti, il pacchetto di voti del Mister che ha vinto sa in partenza di essere in maggioranza, il/i pacchetto/pacchetti dei voti di chi ha perso sa in partenza di essere in minoranza.

È un sistema spiccio, solamente non so spiegarmi perché per ottenere questo risultato si debbano stipendiare lautamente parecchie centinaia di marionette, che stanno lì solo per votare a comando, e guai a chi “gufa”, perché così facendo “spacca” il partito.

Ma sono tante le cose che non capisco.