Paola de Pin, sei su Scherzi a Parte!

Per ora, nessuna reazione da parte del Capo

sul blog la notizia calda continua ad essere il telegiornale autoprodotto, con i due mezzibusti che dicono quanto sono bravi loro e quanto sono stronzi gli altri

sono andato a cercare informazioni su questa Paola de Pin

sul sito del Senato viene indicata come “artigiano”

nel suo paese natale a quel nome risulta intestato un servizio di rigenerazione cartucce

naturalmente, niente da dire sulla persona, né sull’attività, una buona cittadina, onesta lavoratrice, fossero tutti come lei

si rimane un po’ smarriti di fronte a questi Signor Nessuno, a questi Uomini (e Donne) Qualunque proiettati al centro delle Istituzioni, inevitabilmente sotto l’occhio di tutti, inseguiti da giornalisti come cani famelici, poveracci anche loro, una notizia al giorno e hai lo stipendio, se no ciccia

la sensazione che se ne ricava è quella di una specie di reality televisivo, una Candid Camera, dicono al primo che passa per strada “lei ha vinto un milione” e poi la telecamera nascosta mostra al pubblico come reagisce, risate e pubblicità

naturalmente in televisione la cosa è finta, quelli che finiscono nella casa del Grande Fratello non sono veri Uomini Qualunque, sono stati accuratamente selezionati e istruiti da uno staff di professionisti che li ha rivoltati di dentro e di fuori per poter prevedere e programmare le loro reazioni

invece questi 5* sembrano vere vittime di un gioco crudele, prendi una madre di famiglia che mette l’inchiostro nelle cartucce vuote, le dai uno stipendio di 30K euro al mese, adesso vediamo come reagirà la nostra concorrente, quanti soldi sarà capace di restituire tutti i mesi, se si tiene mille euri senza scontrini è FUORI!

Legge elettorale

Qui bisogna ammettere che i Costituenti hanno commesso una piccola ingenuità: quando hanno detto che il popolo elegge la Camera dei Deputati ed il Senato, avrebbero dovuto specificare che gli elettori devono avere il diritto di scegliere i deputati e i senatori, se no che cazzo di elezione è.

Ma a parte questo dettaglio, se la legge elettorale non è in Costituzione, ma è una legge ordinaria, un motivo ci sarà.

Ed è che la legge elettorale, più che con la forma dello Stato, ha a che vedere con il sistema dei partiti.

In Italia la discussione in proposito è stata sputtanata quando si è cominciato a parlare di “maggioritario”.

In realtà i sistemi elettorali fondamentalmente sono due:

  1. uninominale
  2. proporzionale.

Poi su ognuno di questi sistemi si possono fare tutti i ricami che vogliamo, in Italia siamo bravissimi.

La differenza fondamentale è che il sistema uninominale tende a ridurre il numero di partiti; inglesi e americani, che hanno il sistema uninominale da sempre, hanno tipicamente due partiti, che possono diventare tre per brevi periodi.

Il sistema proporzionale, invece, la puoi girare come vuoi, porta ad un maggior numero di partiti, a meno di introdurre forzature, come un pesante premio di maggioranza, ed un’alta soglia di sbarramento, ma allora perché vuoi tenere il sistema proporzionale se poi stravolgi le proporzioni.

Il sistema del sindaco, va bene appunto per eleggere il sindaco, perché lì non è questione di legislativo ed esecutivo; è un’amministrazione locale, che comunque è sotto il controllo dello Stato, e non può fare grossi danni.

Per il potere centrale, invece, o si decide per il sistema presidenziale, e tutto si regola di conseguenza, oppure si tiene il sistema parlamentare, pasticciare i due sistemi porta solo guai.