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Attualità politica

Non c’è nessun complotto

L’attuale crisi finanziaria ha dato la stura alle più elaborate spiegazioni complottiste.

Io non ho mai creduto nei complotti, ho sempre pensato che le cose veramente importanti avvengano alla luce del sole.

Ed anche in questo caso, questa mi sembra la spiegazione più semplice.

La spiegazione è che Reagan, Bush, Thatcher, Berlusconi ecc. hanno vinto le elezioni.

E hanno vinto le elezioni perché il loro programma è stato approvato dagli elettori. Un programma che è stato sbandierato ai quattro venti, non era un protocollo segreto di quattro Savi che si riunivano in un’oscura catacomba. Era un programma diffuso attraverso i più efficaci mezzi di informazione, sostenuto da illustri firme di economisti e politologi, sbandierato come verità inconfutabile da commentatori ed esperti.

Il programma era che i soldi è meglio lasciarli ai ricchi, che sono gli unici che sanno cosa farsene.
Che le tasse sono una schiavitù, soprattutto quando a pagarle sono i miliardari.
Che i soldi, comunque siano guadagnati, sono il segno del successo e della capacità di chi se li è guadagnati.
Che gli impiegati statali sono dei parassiti.
Che gli operai metalmeccanici e i minatori godono di assurdi privilegi, in primo luogo il posto fisso e la pensione.
Che l’istruzione pubblica è uno spreco assurdo.
Che la sanità pubblica è uno spreco assurdo.
Che l’ecologia è uno sfizio per radical chic.
Che la cultura è un passatempo per finocchi.
Che la libera iniziativa potrebbe dare in un attimo benessere sicurezza e felicità a tutti se non fosse imbrigliata da “lacci e lacciuoli” dello statalismo.
Che i poveri del mondo sono solo dei rompicoglioni – ma questo non è razzismo, macché, hanno solo da diventare miliardari anche loro, allora li accoglieremo a braccia aperte.

(L’elenco non è finito, ma ognuno è in grado di proseguire da sé.)

Hanno anche detto che questo è il “nuovo”, che queste sono le “riforme”, che chi è contro questo programma è un comunista, peggio, un conservatore, peggio, uno che non ha idee e sa solo dire dei NO.

Questo è ciò che la gente ha votato. E la situazione attuale è figlia di queste scelta.

Si uscirà da questa situazione quando si capirà che si devono fare esattamente le scelte opposte.

7 risposte su “Non c’è nessun complotto”

Sì, purché le scelte opposte portino veramente un cambiamento. Se dovessero ricondurci alla situazione in cui eravamo quando Berlusconi dichiarava che l’Italia è il Paese che ama, dove ha le radici, le speranze e gli orizzonti… ne verrà fuori di sicuro uno nuovo. E potremmo rimpiangere Silvio.

Concordo. Il complotto è stato fatto tra elettori ed eletti nella cabina elettorale. C’è da chiedersi se la gente è stata libera di scegliere ma questo è un altro discorso.
Ciao

bastava non votarli?
quale potrebbe essere l’alternativa? la sua opinione potrebbe essere illuminante, caro prof (sul serio)

Diamo a Silvio (Regan, Bush,Tatcher etc, etc,) quel che è di Silvio (Regan, Bush, tatcher etc, etc,) ma non dimentichiamo i loro sedicenti antagonisti. Se la situazione è quella che è lo dobbiamo anche al fatto che, a parte un pò di elementi che hanno a che fare più che altro con la cosmesi, i vari Prodi, D’alema , Blair, Zapatero & C si sono allineati alla nuova “religione”. del mercato.A parte le cadute di stile ( in italiano corrente “sputtanamento”) del non rimpianto Silvio le politiche sociali ,economiche e di relazioni internazionali delle delle sue pseudo controparti politiche erano e continuano a essere la stessa minestra, solo riscaldata in modo diverso.All’estero non sono stati più fortunati, il periodo di Blair nel Regno Unito ha esemplificato meravigliosamente il detto che ” l’unica differenza fra laburisti e conservatori è quando gli uni stanno al governo gli altri stanno all’opposizione”

A me sembra invece che proprio la tua “tesi” abbia assai del complottistico: la crisi come conseguenza della presa di potere di una perversa coalizione internazionale liberista…
Purtroppo le cose, almeno per quanto riguarda l’Italia, stanno ben altrimenti, e la crisi è figlia solo e soltanto di una dissennata gestione contabile. Invece di inveire contro i banchieri, si prenda atto che non si può concepire la spesa pubblica come un modo per accontentare clientele vieppiù fameliche e mantenere il consenso. Per decenni abbiamo avuto troppa gente in pensione a età ridicole, amministrazione e servizi pubblici pletorici quanto inefficienti, imprese statali modello Alitalia o RAI (12000 dipendenti!) creatrici di passivi spaventosi (vedi Poste o Ferrovie) da ripianare ogni anno a spese del contribuente, evasione fiscale generalizzata, costi della politica quadrupli rispetto alla media europea….
Risultato: si spende più di quanto s’incassi, e i sottoscrittori istituzionali di titoli del debito pubblico da cui dipende l’erogazione di stipendi e pensioni, prevedendo l’insolvibilità dell’Italia e ammaestrati dal recente passato circa il possibile fallimento di Stati sovrani (Argentina, Irlanda e Grecia), investono altrove i loro denari.
Ora, può essere vero che l’adozione di politiche liberiste, tagli alle tasse e deregulation sia responsabile dei deficit di altri Paesi (vedi USA, gravati oltretutto di ingenti spese militari) o della crisi subprime del 2008, e quindi di quella situazione di credit crunch che acuisce le difficoltà di uno stato in pessime acque come l’Italia; ma rimane il fatto che la causa prima dell’attuale sfacelo è l’impreveggente, folle, immorale politica d’indebitamento pubblico e di spesa fuori controllo attuata irresponsabilmente da noi e da alcuni altri Paesi.
(inoltre e per concludere, ricordo come l’Italia sia anche il Paese delle rendite di posizione e in cui in politica economica di “liberista” s’è visto ben poco, sia sotto il Berlusca che sotto altri governi).

Così la pensa
Palissandro Persichetti

caro Tommy i British non sono pirropo come noiin pochi giorni sono riusciti a formare un governo " misto" e hanno fatto delle scelte di comune accordoqui da noi non riescono neppure andare d'accordo nella maggioranza così come nella minoranza, d'altronde …un caro saluto erica

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